Cacciatori di Cadaveri

Cacciatori di Cadaveri

Sono sicura che tutti noi abbiamo passato delle estati da ricordare, soprattutto quelle legate alla nostra infanzia. Quel momento in cui si passa da bambini a ragazzi, di solito, avviene nel momento in cui alla persona viene data l’indipendenza di uscire di casa senza essere accompagnata dai genitori; e quale miglior momento per esplorare ed assaporare la vita, se non d’estate? Finché si frequenta la scuola il trimestre estivo è il preferito di tutti: non ci sono orari, non ci sono scadenze, non ci sono regole. Ed è proprio per questo che i più grandi film e libri sulla crescita vengono tutti ambientati nella medesima stagione. Basti pensare a “Stand By Me”, in cui i protagonisti vivono un’avventura indimenticabile che segnerà per sempre la fine della loro infanzia. Come per il racconto contenuto in “Stagioni diverse” di Stephen King (bellissimo libro, leggetelo), il manga di cui voglio parlarvi oggi non è un’epopea senza fine, è una storia breve, che ne segue il filo narrativo. Sto parlando di Cacciatori di Cadaveri, pubblicato da Hikari edizioni e concluso in 4 volumi.

La trama è semplice quanto efficacie. Isshin Inui, Haruto Sakashita, Rin Sakurada e Sota Tayasu, si riuniscono durate le vacanze estive per indagare sulla scomparsa di una loro amica chiamata Ayano Hirakawa tenendo come indizio l’ultima foto che la ragazzina gli aveva inviato. Così, muniti di biciclette, cominciano la loro indagine. Dalla foto è visibile un traliccio della linea elettrica, così Isshin ha l’idea di seguire proprio quelli per arrivare al monte dove i ragazzini credono sia avvenuto il rapimento.

Cacciatori di Cadaveri non è un manga complesso ma i sentimenti e le immagini che vuole trasmettere passano perfettamente dall’opera al lettore. Il legame tra i personaggi è quello di ragazzi delle medie, quindi, ad un lettore adulto può comunicare una certa malinconia, i loro sorrisi, le loro risate e le loro conversazioni le abbiamo vissute tutti a quell’età. La morte, la scomparsa non sono trattati in modo spettacolare, piuttosto in modo rivelativo, il mondo non gira attorno a Isshin e gli altri, nessuno li proteggerà se non loro stessi e da questa presa di coscienza, si compie un passaggio irreversibile verso l’età adulta.

Detto questo, l’opera di Hosui Yamazaki ha tutte le carte in regola per contendersi il primo posto insieme a Ossa di Yae Utsumi, di cui vi parlerò in futuro. Cacciatori di Cadaveri è una storia che parla di crescita senza proclami, di lutto senza retorica e di amicizie destinate a cambiare per sempre. Un manga che non cerca di colpire con la forza, ma che resta addosso, come un ricordo d’infanzia che riaffiora all’improvviso, lasciando una sensazione dolceamara difficile da dimenticare.

Torna al blog