La voce della strada

La voce della strada

Molto spesso, quasi inevitabilmente, siamo portati a giudicare un libro dalla copertina. Ci è sempre stato detto di non farlo ma allo stesso tempo la cultura popolare ha creato molti modi di dire che giustificano la cosa, d’altronde “anche l’occhio vuole la sua parte”. Nel caso che vi sottopongo oggi sono felice di aver scelto il manga solo ed unicamente per la sua copertina, perché dietro di essa si nascondeva un piccolo tesoro.

Kei Usaba fa il suo debutto, e lo fa in maniera spettacolare (anche perché, arrivare in Italia promossi da Keigo Shinzo come “la nuova stella del mondo manga” non è roba da poco). “La voce della strada” (Superstar wo Utatte), questo il titolo della sua prima ed unica opera, almeno per il momento, in cui l’autore decide di esplorare un lato del Giappone che è troppo poco considerato da noi occidentali: la cultura underground.

Yukito Oji, diciassette anni, viene sfruttato come spacciatore per ripagare un debito lasciato dalla madre. Dopo la morte di sua sorella si è lasciato andare all’accettazione del fatto che la sua vita sia quella e che lui non abbia il potere di cambiarla. L’unica persona a lui cara è Meijin, un amico di infanzia diventato famoso per essere un beatmaker fenomenale e conosciuto con il nome d’arte di Nervous Rat. Grazie al ricordo di sua sorella, da sempre innamorata della scena rap, e del suo amico, Yukito riesce piano piano a farsi strada nella scena indipendente della sua zona conoscendo amici e rivali. Il modo in cui l’autore ci immerge nel mondo in cui si muovono i personaggi della sua opera è incredibile, ogni vicolo, palazzo, locale è perfettamente riconoscibile nonostante il suo stile di disegno sia estremamente caotico.

Il racconto è paragonabile ad un modernissimo 8 Miles in cui le vite dei personaggi si intrecciano l’una con l’altra in modo estremamente realistico riuscendo a farci immedesimare e farci sentire le loro emozioni trapelare dalla musica, che pur non sentendosi attraverso la carta, è fortissima. Il potere del maestro Usaba è proprio quello di farci percepire i beat, le strofe, la voce dei personaggi e il caos di un concerto in un piccolissimo locale nella periferia di Osaka.

Il tratto utilizzato è molto particolare, a volte molto sporco, sempre coerente con la storia che l’autore ci vuole raccontare: una storia di strada, una storia di droga e redenzione, una storia di un percorso intrapreso da un ragazzino che chissà dove ci porterà.

Ricordate, dunque, ogni opportunità che vi si presenta davanti va presa al volo, anche se dovesse essere un salto nel buio. Del resto si è sempre in tempo per cambiare la propria vita! E a volte (solo a volte, eh), come nel mio caso, giudicare un libro dalla copertina porta alla scoperta di qualcosa di meraviglioso.

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