NEUN di Tsutomu Takahashi
Ci sono manga che ti conquistano con un colpo di scena, altri con un personaggio che ti resta addosso per giorni. Neun mi ha conquistato con una data e un nome: 1940, Germania nazista. Da quel momento sapevo già che non avrei chiuso occhio finché non avessi finito il primo volume (e infatti non l'ho chiuso).

Parliamo di Tsutomu Takahashi, autore che chi mastica seinen da un po' conosce già per Jiraishin, Detonation Island, Sidooh e Tetsuwan Girl — un mangaka che dopo anni relativamente ai margini del mercato italiano torna con quella che è probabilmente la sua opera più ambiziosa. E ambientarla nel cuore del Terzo Reich, senza sconti né censure, è già di per sé una dichiarazione d'intenti.
La premessa è agghiacciante quanto affascinante: l'SS Reichsführer Heinrich Himmler, braccio destro di Hitler, ordina l'eliminazione dei frutti di un esperimento genetico segretissimo che coinvolge il DNA dello stesso Führer — tredici bambini, creati e nascosti, ognuno seguito da un "Wand", una guardia del corpo addestrata a morire pur di proteggerli. Tra questi c'è Neun, il nono, e il suo Wand è Teo Baker, un ragazzo taciturno tanto quanto letale in combattimento, pronto a incendiare l'intero Reich pur di tenerlo in vita.

Quello che colpisce fin dalle prime tavole è quanto Takahashi giochi sporco con il ritmo: pochissimo spazio ai sentimenti, tutto costruito su azione secca e violenza che arriva quando meno te l'aspetti. Il suo tratto, spigoloso e a tratti volutamente grezzo, si dimostra però capace di una cura maniacale quando serve — i volti di Himmler e Goebbels sono ricostruiti con un realismo che fa venire i brividi, senza mai scadere nell'effetto fotocopia da manuale di storia.

È inevitabile pensare a Monster di Urasawa o a La storia dei tre Adolf di Tezuka leggendo Neun, ma Takahashi non copia: prende quell'eredità di thriller storico-politico e la piega al suo linguaggio action, più fisico, più immediato, meno riflessivo. Il risultato è un seinen che si legge con il fiato sospeso, edito in Italia da J-Pop in 6 volumi (serie conclusa), più un volume 6.5 che raccoglie gli ultimi capitoli pubblicati solo su rivista in Giappone.

Non vi dico altro su come va a finire la caccia a Neun. Ma se cercate un manga che unisca thriller storico, azione senza fronzoli e un villain (che ricorda vagamente un certo Mengele) capace di mettervi a disagio fin dal primo volume, questo è il titolo da recuperare.